auguri insieme

dicembre 25, 2011 § 2 commenti

dove come perché

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*
dentro la storia si afferra una piccola zolla
che dopo avere viaggiato e a lungo sentito
non poteva bastare. Ali abbandonate sulle sedie
cautamente quotidiane, fremono ancora prove
e a seguire
vento che non sa dove squarcerà lo spazio
non ancora stretto.
.

*
E come sarebbe anni dopo il padre
siede con il figlio nell’incavo
del piccolo centro, non trovando odore.
Temporale è il sole e rientra nell’origine.
Non c’è falso d’immagine sulla panchina
perché terrena la madre diventa grande
e ogni morte imitante ne stringe una
l’uno sull’altro, l’onda la riva
c’è qualche riparo all’insidia
la terra salvata per mano per strada.
.

*
E come sarebbe l’architettura di un uomo:
al luminoso perché ognuno appartiene
ad un vento intensivo, non a un piano regolatore.
È autunno, spira da ovest, con tutto il suo guanciale
vita e morte insieme si soffocano di premure
e in questa illustrazione ogni permanenza in fiore
nel petto le strettoie dove le radici pescano e creano disturbo
udite udite il dubbio: il perché di un mondo curvo.
Come da tanto spirito.
.
.
appena di neve

.

Da un lato l’ala sepolta è il primo indizio
per chi con la lampada cerca sotto il chiarore
la mano dalla ferita inguaribile è appena sopra la neve

l’altra che è più reale segue il dolore.
Invecchia con il bambino che ne raccoglie le piume
e le conserva nel libro.

.

*
di più, ti è chiara la neve
che imbeve il fogliame dei tetti
a lungo in preda a noi stessi
per non spezzare la casa
E sotto la franca distesa
non già compagnia nebulosa
dei cari superstiti
ma il vestimento di oggetti
tramandanti vivi, presi in ostaggio
terreni.
.
.
*
poi sull’altro versante i bambini turbinosi
sbucano dai cappelli, scivolando di neve
coi sacchi per l’immondizia
questa la fanciullezza inamidata dal ghiaccio.
Dentro il calore scomparso il fuoco è possibile
inaugurato da un semplice soffio di un astro
di un polmone che rosso, quando è piccolo
tieni avanti la sciarpa o la mano per non perderlo.

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§ 2 risposte a auguri insieme

  • paolalovisolo ha detto:

    scrittura di mani da tenere dentro la mano come bisaccia per un lungo viaggio. mano che svuota la mela con un delicato cerchio. c’ è anche tutto il pugno dell’ inverno che è più cauto di quanto si creda, lo crediamo perché fragili. così la neve preme le ciglia, e lo sgurdo è più nudo, rimanda nudo.
    caro pensiero.
    paola

  • margherita ealla ha detto:

    Grazie Paola! la tua lettura è di per sé poesia e, come al solito, molto bella.

    un abbraccio grande (anche se in ritardo, ma ho problemi di connessione)

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